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Theras, tecnologie all’avanguardia per curare il diabete

di Annarita Cacciamani
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Nel 2022 l’azienda parmense è entrata nel Great Place To Work, la classifica delle migliori aziende dove lavorare in Italia. Grazie a un focus specifico sull’innovazione e a partnership strategiche con aziende americane, Theras è leader nello sviluppo e nella commercializzazione di tecnologie d’avanguardia per il trattamento e il monitoraggio di patologie croniche come diabete e dolore cronico.

Nata nel 2011 a Salsomaggiore Terme, Theras ha schiacciato l’acceleratore crescendo molto nel settore biomedicale. Il segreto? Lo studio, la ricerca e l’analisi che portano a realizzare dispositivi sempre più all’avanguardia e a migliorare di conseguenza la qualità della vita di chi li utilizza. Innovation Hero ne ha parlato con Federico Ferrari, managing director di Theras.

Come nasce Theras e di cosa si occupa?

Theras significa terapia e assistenza, due parole che ben rappresentano l’approccio che ci ha permesso di diventare un gruppo leader nella ricerca e nella commercializzazione di tecnologie d’avanguardia per il trattamento del diabete e per la gestione del dolore cronico. Quando penso alla nostra tecnologia, ai grandi sforzi portati a termine in questi anni, penso soprattutto ai numerosi pazienti e alle loro famiglie che si sono affidati a noi. E a come la loro qualità di vita sia migliorata, grazie alle nostre soluzioni e al confronto continuo con i nostri partner medici.

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Federico Ferrari, managing director di Theras

La società nasce nel 2011 a Salsomaggiore Terme (Parma) e la nostra realtà è presente su tutto il territorio nazionale, fornendo un supporto tecnico e costante a oltre 500 strutture sanitarie. Oggi siamo più di un centinaio di persone e desideriamo che ognuna di loro possa sentirsi parte di un progetto importante: essere entrati quest’anno, alla nostra prima candidatura, nel Great Place To Work (la classifica delle migliori 60 aziende dove lavorare in Italia), lo considero un segno del fatto che la nostra visione viene condivisa da tutti.

Il diabete, si dice, è una delle malattie del nostro tempo. Su cosa state concentrando la vostra ricerca?

Siamo concentrati nel fornire, sul piano tecnologico, valore aggiunto ai pazienti, limitando i numerosi disagi provocati da una patologia cronica come questa e migliorando la qualità di vita loro e delle loro famiglie. Come Theras siamo mossi dal desiderio di un avanzamento tecnologico continuo e dalla consapevolezza che la creazione di un sistema di open innovation forte e variegato sia fondamentale per garantire uno sviluppo industriale efficace.

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Ecco perché – grazie a una stretta collaborazione con diversi partner internazionali accuratamente selezionati – portiamo avanti numerosi progetti, con un approccio tecnologico user-friendly, volto a migliorare e a rendere più accessibili le possibilità terapeutiche fornite ai pazienti. Allo stesso tempo, anche la selezione di importanti partnership commerciali è fondamentale nella nostra visione. Attualmente possiamo infatti contare su due tra le aziende americane leader, Dexcom e Insulet, che nel 2020 Forbes ha riconosciuto rispettivamente al 2° e 4° posto tra le aziende innovatrici con la miglior crescita.

L’altro ramo in cui operate è la terapia del dolore. Quali sono le soluzioni e le innovazioni a cui state lavorando?

Oltre 13 milioni di persone in Italia sono affette da dolore cronico, un sintomo trasversale e frequente che mina l’integrità fisica e psichica del paziente: nonostante questo, è ancora purtroppo poco conosciuto e molto sottovalutato. Le nostre soluzioni mirano ad affiancare il paziente all’interno di un continuum terapeutico partendo da un approccio minimamente invasivo per giungere a sistemi impiantabili attivi tra cui si evidenzia il sistema SCS Nevro™.

Nevro HF10-SCS rappresenta il primo sistema di neurostimolazione spinale impiantabile ad alta frequenza. L’innovativo meccanismo è infatti in grado di raggiungere un livello di stimolazione di 10.000Hz per facilitare la gestione del dolore lombare cronico e di conseguenza per migliorare la qualità di vita del paziente e semplificare la procedura dal punto di vista interventistico.

La vostra mission è il miglioramento della qualità di vita dei pazienti. Quale strada seguite per raggiungere questo obiettivo?

Il paziente all’interno della nostra visione è al centro. La nostra stessa azienda nasce con questa idea alla base, accompagnata da un innato senso di responsabilità etico-sociale. Vogliamo fornire ai pazienti e al personale sanitario terapie e soluzioni socialmente sostenibili affinché ne possano beneficiare sempre più persone e non solamente i soggetti direttamente coinvolti. Per stare sempre più vicini ai pazienti, inoltre, il nostro reparto post-vendita è motivato dalla volontà di garantire al cliente un servizio di assistenza e supporto per risolvere le problematiche tecniche e le necessità specifiche derivanti dall’utilizzo dei nostri dispositivi.

L’innovazione e la ricerca non possono prescindere dalla sostenibilità. Ambientale, sociale ed economica. Come coniugate questi elementi?

Crediamo in un business sostenibile, più che mai viste le criticità sanitarie, sociali ed economiche presenti nel nostro territorio: in forza di questa visione, il nostro gruppo si ispira ai concetti di sviluppo etico, sostenibilità e trasparenza. Il futuro e la sostenibilità sono due temi da sempre fondamentali per realizzare la nostra visione.

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L’obiettivo è di generare valore nel lungo termine: ogni nostra decisione è presa per migliorare la vita delle persone, che si tratti di nostri collaboratori, dipendenti, pazienti, personale sanitario e tutte le persone che vengono a contatto con la nostra realtà. Quest’anno siamo felici di aver contribuito ad interventi di forestazione nel territorio parmense grazie all’ingresso come socio ordinario del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, impegnato a creare boschi permanenti all’interno della Provincia di Parma, con l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico e di aumentare il benessere della nostra comunità e la salute del territorio.

 

Annarita Cacciamani

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