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Oversonic Robotics: usare la tecnologia per valorizzare le persone

di Annarita Cacciamani
IMMAGINE -ROBEE
Paolo Denti, Amministratore Delegato di Oversonic Robotics, software house lombarda, ci parla delle applicazioni del robot umanoide RoBee sviluppato dall’azienda

La tecnologia come strumento per valorizzare le persone e liberarle dalle mansioni più pericolose e alienanti. È questa la missione di RoBee, il robot umanoide sviluppato da Oversonic Robotics, software company di Besana in Brianza. RoBee in pochi anni ha fatto passi da gigante, arrivando anche a tenere uno speech a TedX. Paolo Denti, AD di Oversonic Robotics, ci racconta la sua storia.

Quando nasce Oversonic Robotics e di cosa si occupa?

L’avventura di Oversonic inizia nel 2020, da un’iniziativa intrapresa con Fabio Puglia, che insieme a me è il fondatore dell’azienda. Nasciamo come una software company che realizza sistemi di cognitive computing per la robotica. Ci hanno guidato da sempre la passione per la tecnologia, la voglia di fare impresa in Italia e la volontà di migliorare la vita delle persone e delle aziende grazie alla potenzialità cognitive dell’intelligenza artificiale. Ci siamo stabiliti da subito a Besana in Brianza, alle porte di Milano, dove tuttora è insediato il nostro centro tecnologico e produttivo. Dal 2021 abbiamo una seconda “casa” nel Polo Meccatronica di Trentino Sviluppo, a Rovereto.

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Paolo Denti, CEO Oversonic

In un’azienda come la vostra la ricerca e l’innovazione sono il pane quotidiano. Quanto investite in ricerca e formazione del personale?

Le risorse che raccogliamo sono dedicate a migliorare costantemente il nostro prodotto, il robot umanoide cognitivo RoBee, al fine di permettergli di svolgere le sue funzioni in maniera sempre più precisa ed efficiente. E in appena tre anni RoBee ha fatto molti passi in avanti, passando dall’essere un robot prototipale, ad una macchina certificata per essere venduta sul mercato industriale.  La ricerca di personale chiaramente è una delle nostre priorità: quando abbiamo avviato il progetto potevamo contare su poche persone, oggi siamo quasi 60. Molti sono giovani ingegneri di formazione informatica, elettronica, meccanica, figure con specializzazioni molto difficili da reperire sul mercato del lavoro. Pur mantenendo una forte identità italiana, siamo una azienda vocata all’internazionalità e così nella nostra squadra oggi figurano anche ingegneri provenienti dall’estero.

Oversonic ha sviluppato RoBee, un robot umanoide. Come funziona e quali attività può svolgere? Con quali materiali è stato creato?

RoBee è una macchina che replica sembianze e abilità umane. Alto 185 centimetri, fino a 120 chili di peso, integra una serie di tecnologie che gli permettono di navigare gli spazi, muovere gli arti e manipolare gli oggetti, riconoscere l’ambiente circostante e interagire con le persone, anche vocalmente. Queste funzioni vengono abilitate da algoritmi di intelligenza artificiale (AI), elaborati da una piattaforma tecnologica sviluppata dai nostri ingegneri, che consentono al robot di attuare processi cognitivi: come una persona, è in grado di eseguire azioni autonomamente, coerentemente al contesto in cui si trova. Attualmente il suo contesto di riferimento è quello industriale, in particolare le fabbriche, dove affianca le persone in attività routinarie, usuranti, o addirittura pericolose per la salute fisica e psicologica. Purtroppo, anche nelle più moderne smart factory, attività di questo tipo non mancano. D’altra parte, crediamo che il potere di questa tecnologia sia proprio questo: liberare le persone da compiti che non meritano più di fare, per dedicarle invece a mansioni che valorizzino l’intelligenza umana.

ROBOT

RoBee ha già avuto qualche applicazione pratica?

RoBee trova le sue principali applicazioni in aziende del manifatturiero, in particolare nel comparto della meccanica.  In generale, il suo impiego è funzionale a eseguire quelle fasi di processo in cui il lavoratore sia esposto a fattori di rischio per la salute (sostanze tossiche, radiazioni, temperature estreme) e costretto pertanto a lavorare utilizzando dispositivi di protezione individuale. RoBee può anche operare in asservimento ad altre macchine, cui può essere facilmente interconnesso sfruttando i suoi servizi in Cloud, anche in questo caso liberando la persona da mansioni alienanti e a basso valore aggiunto, di mero supporto alle funzioni automatiche di una macchina, vincolato a seguirne tempi e ritmi. In generale, le applicazioni di sistemi come RoBee hanno potenzialità infinite, perché si basano da un lato su un utilizzo facile e intuitivo dello strumento tecnologico (azionabile anche con un semplice comando vocale), dall’altro sulla facilità di integrazione della sua forma umanoide, che può inserirsi senza soluzione di continuità in ambienti di lavoro creati a misura d’uomo. Crediamo che queste caratteristiche facciano di RoBee una soluzione in grado di aprire nuovi scenari sul rapporto tra l’uomo e le macchine, con ulteriori applicazioni pratiche in settori come la sanità e i servizi di assistenza alla persona, su cui stiamo già lavorando.

Secondo voi, in futuro, come potranno “convivere” l’uomo e i robot umanoidi?

Prendiamo in analisi la funzionalità dei robot nelle imprese. La risposta alla domanda sta nell’evoluzione che prefigura l’industria 5.0, nuovo paradigma dichiaratamente human centered. Questa evoluzione ha nel “cognitivismo” l’elemento essenziale, intesa come capacità della macchina di acquisire dei dati dall’esterno e di analizzarli “in senso critico”. Un’innovazione che emancipa la condizione di asservimento dell’uomo alla macchina e consente l’instaurazione tra i due di un rapporto alla pari, pienamente collaborativo, in quanto permette all’intelligenza umana di riconoscere in quella artificiale non una struttura analitica da assecondare, ma un interlocutore autonomo con cui confrontarsi e a cui delegare delle mansioni. È il ribaltamento di un paradigma che da sempre caratterizza i sistemi produttivi e su cui oggi possiamo concretamente intervenire, integrando l’innovazione tecnologica con le nuove sensibilità e il nuovo dettato culturale in materia di sostenibilità.

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Paolo Denti (CEO) e Fabio Puglia (Presidente) Oversonic

Come si declina l’attenzione all’ambiente nella vostra attività quotidiana?

Attenzione all’ambiente per Oversonic significa utilizzo responsabile di risorse e materiali con cui costruiamo il nostro prodotto, ma lo stesso impiego di sistemi come RoBee genera impatti ambientali positivi: potendo lavorare in spazi non riscaldati e illuminati, come necessitano le persone, ad esempio svolgendo turni di notte, consente alle aziende di ottenere un risparmio sui consumi energetici. In qualità di Società Benefit, tuttavia, Oversonic è impegnata a fare impresa responsabilmente anche sul piano sociale, perseguendo un modello di innovazione tecnologica inclusivo e sensibilizzando l’opinione pubblica sul tema del rapporto tra l’uomo e le macchine. Per quest’ultimo aspetto farà la differenza la volontà delle aziende tecnologiche di adottare un approccio sostenibile, volto alla generazione di benessere per la comunità: specialmente nel campo dell’intelligenza artificiale, siamo convinti che il progresso sia tale, solo se realmente a beneficio dell’umanità.

 

Annarita Cacciamani

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