Nata come start up innovativa nel 2018, Phononic Vibes sviluppa e commercializza soluzioni e sistemi per la protezione e la riduzione di rumore e vibrazioni. L’azienda ha già depositato 12 brevetti e raccolto quasi dieci milioni di euro grazie a dei fondi di investimento. Ce lo spiega l’abruzzese Luca D’Alessandro, ceo e co-founder dell’azienda, fondata ai tempi dell’Università insieme a Giovanni Capellari, friulano, e Stefano Caverni, marchigiano, ex studenti del Politecnico di Milano.
La storia di successo di Phononic Vibes rappresenta un esempio tangibile di come la collaborazione tra mondo accademico e imprenditoriale possa generare innovazione e crescita economica. Fondata su solide basi scientifiche e guidata da una visione ambiziosa, l’azienda ha dimostrato come sia possibile trasformare idee in soluzioni concrete, contribuendo al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. Con un’attenzione costante all’innovazione e alla soddisfazione del cliente, si prospetta oggi come un punto di riferimento nel settore della riduzione del rumore e delle vibrazioni, pronta a affrontare sfide sempre nuove e a cogliere opportunità di crescita in un mercato in continua evoluzione.

Photo: Luca D’Alessandro, ceo e co-founder di Phononic Vibes
Come è nata Phononic Vibes?
Nasciamo nel 2018 come esperienza da un dottorato di ricerca del Politecnico di Milano e il MIT di Boston. Dopo un paio di brevetti iniziali, spinti anche dal rettore che desiderava degli spin-off che non fossero solo consulenza, il Politecnico si è dotato di un fondo d’investimento – venture capital – e di “technology transfer” dedicato a noi, primo caso in Italia per un ateneo. Da qui siamo partiti come azienda a tutti gli effetti, pur essendo start up, e così abbiamo raccolto oltre 9 milioni da investitori diversi. Dopo 5 anni siamo usciti dalla fase di start up – facevamo parte del registro start up innovativa con molte agevolazioni burocratiche e fiscali – e siamo entrati in quella molto più sfidante di PMI. Nel nostro team ci sono persone provenienti da diverse realtà lavorative, non solo dal Politecnico: chi ha lavorato nell’acustica, chi nel settore di sviluppo e ricerca, chi nell’ingegneria. La nostra tecnologia permette di trasformare qualsiasi materiale in fonoassorbente o fonoisolante: diamo una forma particolare in 3D al materiale in modo che diventi più leggero e più performante. Ora ci stiamo specializzando con prodotti nostri customizzati sulle esigenze del cliente e che proponiamo alle aziende. Un’altra particolarità è legata ai brevetti: sono tutti a livello industriale e siamo tra i primi al mondo ad averli fatti in questo modo.
Quali sono i vostri settori di applicazione?
Lavoriamo in diversi settori: elettrodomestici, ristorazione, costruzioni, riciclo del vetro, trasporti, yacht, cantieri e automotive soprattutto. Sotto il tappeto delle automobili, per esempio, c’è una schiuma per isolare la lamiera della macchina e l’auto stessa e noi “lavoriamo” la parte soffice realizzando il nostro prodotto targato Phononic Vibes. Oppure proponiamo dei pannelli innovativi per ridurre le vibrazioni nei cantieri delle imprese edili o prodotti con i nostri metamateriali che attutiscono i rumori negli yacht.
I vantaggi della vostra tecnologia?
Luoghi più isolati e caldi, personalizzazione delle soluzioni acustiche, materiali più leggeri, riduzione del peso dei componenti del 30%, performance acustiche migliori e abbattimento dei costi. In poche parole, ottimizzazione, trasformazione nella produzione di metamateriali (plastica, metalli, poliestere, gomma) e un approccio rivolto all’economia circolare e alla sostenibilità.
Dal 2018, avete fatto diverse collaborazioni, soprattutto internazionali. Qual è il vostro rapporto con Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche?
Diamo loro i nostri prodotti che devono essere certificati in Germania (in questo caso), li installiamo e miglioriamo la performance acustica delle ferrovie tedesche. I pannelli che troviamo nelle stazioni e sono solitamente fatti di metallo, cemento o trasparenti che limitano i rumori e li riflettono, grazie alla nostra tecnologia, sono diventati trasparenti e assorbenti al suono o al rumore.
Com’è composto il vostro team?
Siamo circa 25 professionisti e professioniste divisi in diversi reparti: marketing e design, market discover – di cui fa parte anche il team ricerca e sviluppo-, amministrazione, progetti speciali, produzione. Mentre la governance aziendale è guidata da 7 membri del consiglio di amministrazione con esperienze professionali internazionali, come dirigenti industriali e finanziari. Oltre a varie collaborazioni e partnership internazionali, in Italia recentemente abbiamo iniziato a lavorare con l’azienda di soluzioni antirumore Matis Insonorizzazioni, fondata nel 1978 nelle Marche, che ora fa parte del nostro gruppo.
In chiusura, quali sono i vostri progetti futuri?
Investire ancora di più nello sviluppo tecnologico dei settori di cui già ci occupiamo, ampliare il portfolio clienti, rafforzare e apportare nuove competenze del nostro team, soprattutto per quanto riguarda la produzione e commercializzazione dei nostri prodotti.

