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Il futuro green di Carpigiani: innovazione e sostenibilità nel gelato artigianale

di Elisa Marasca
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Enrico Amesso, Marketing Director dell’azienda che ha scritto la storia delle macchine per il gelato artigianale, parte dall’eredità di Bruto e Poerio Carlo Carpigiani per arrivare alla spiegazione delle più recenti innovazioni tecnologiche, basate su standard globali di qualità e sostenibilità.

 

La targa commemorativa dedicata ai fratelli Bruto e Poerio Carlo Carpigiani è la prima cosa che si vede entrando nella sede dell’azienda Carpigiani, ad Anzola Emilia, specializzata nella produzione di macchine per il gelato artigianale. Una storia che nasce in un territorio, quello bolognese, che tra le due guerre mondiali ha iniziato a distinguersi come uno dei primi distretti italiani di aziende indirizzate alla meccanica, dal packaging alle automobili, ai trattori.

«Bruto Carpigiani faceva parte proprio di quella stirpe di ingegneri emiliani, geniali e pieni di passione. I suoi brevetti sono stati numerosi, e tra i suoi prototipi si conta la prima Autogelatiera Carpigiani, un modello di macchina automatica per il gelato destinato a rivoluzionare il settore. Purtroppo, Bruto si spense nel 1945 e non riuscì mai a vedere la sua creazione pronta per essere immessa sul mercato», racconta Enrico Amesso, Sales, After Sales & Marketing Director Carpigiani. Fu quindi Poerio Carlo Carpigiani, fratello di Bruto, a creare nel 1946 l’azienda Carpigiani già con l’obiettivo di diffondere la cultura del gelato artigianale italiano nel mondo. «La sua visione era quella di un cambiamento culturale: esportare un patrimonio come quello del gelato fuori dai confini dove era stato apprezzato fino ad allora», aggiunge Amesso.

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Enrico Amesso Sales, After Sales and Marketing Director Carpigiani

Quando è nata quindi l’azienda come la conosciamo oggi?

Già negli Anni 50 Poerio iniziò a volare in tutto il mondo e a visitare le fiere internazionali. Entro i primi Anni 80 aveva aperto sedi negli Stati Uniti, in Francia e in Giappone. Carpigiani nasce da questa visione che ci è stata tramandata e che oggi ci porta a essere leader nel segmento delle macchine per il gelato artigianale, e che con il tempo ci ha portato ad assumere una posizione primaria anche nel mondo del gelato soft (cioè mantecato) a partire dagli Anni 60, grazie a un’altra intuizione di Poerio Carlo Carpigiani che aveva già segnato la strada verso l’espansione nel mondo dei frozen dessert. Dal 1989 Carpigiani fa parte di Ali Group, uno dei principali leader globali nel mondo del foodservice equipment.

Che cosa vuol dire “innovazione” per Carpigiani?

Un’altra cosa che si vede ancora prima di varcare la soglia di Carpigiani è la statua dell’ostacolista dedicata alla bolognese Ondina Valla, la prima donna italiana a vincere un oro olimpico durante le Olimpiadi di Berlino del 1936. L’opera fu commissionata proprio da Poerio Carlo Carpigiani e scelta come simbolo dell’azienda quando venne inaugurata la sede di Anzola Emilia nel 1969. Questa statua ci accoglie ogni giorno e ricorda di essere sempre pronti a saltare il prossimo difficile ostacolo e rappresenta, di fatto, il nostro modo di operare che è incentrato sull’innovazione continua con l’obiettivo di dare ai clienti la migliore tecnologia possibile e di avere un alleato affidabile per il loro business. I brevetti registrati in questi quasi 80 anni di Carpigiani sono diverse centinaia, ma tra le innovazioni che abbiamo portato nel settore e che possiamo citare segnalo sicuramente il sistema di autopastorizzazione inserito sulle nostre macchine per il gelato soft negli Anni 80, e che ci permette a oggi di poter certificare la sicurezza igienica delle miscele per un periodo massimo di 92 giorni. E poi, ancora, Teorema, l’Internet Of Things (IOT) di Carpigiani. Lanciata come progetto nel 2007, è un sistema di monitoraggio da remoto del funzionamento della macchina. Usando una app il cliente può accedere al sistema per monitorare a distanza l’operatività. Teorema facilita, inoltre, il servizio di assistenza: i nostri tecnici specializzati possono accedere a informazioni da remoto e intervenire sui parametri di configurazione come se operassero direttamente sulla macchina.

Un altro brevetto distintivo è l’integrazione della tecnologia blockchain nelle nostre macchine rendendo possibile il “Pay-per-use”: un sistema in grado di elaborare e correlare i dati di produzione del gelato, per fare in modo che l’esercente arrivi a pagare in proporzione all’effettivo utilizzo che fa del macchinario. Quindi, utilizzando questa tecnologia, si minimizzano gli sprechi e si commisurano i costi rispetto ai consumi migliorando produttività ed efficienza.

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In che modo vi distinguete come brand italiano a livello internazionale?

Nel corso degli anni abbiamo dato vita a importanti progetti come quello dedicato alla formazione internazionale nel campo del gelato artigianale con la Carpigiani Gelato University, nata nel 2003 e che oggi conta 22 campus in 21 Paesi del mondo. Negli Stati Uniti abbiamo fondato, sempre nel 2003, la Frozen Dessert University per venire incontro alle diverse tradizioni del mondo del “dolce freddo” della cultura americana come ice cream, slush, frozen custard e altri. Nel 2015 abbiamo lanciato la prima scuola di specializzazione dedicata alla pasticceria di gelato e nel 2017 quella dedicata al gelato per la ristorazione. Un altro ambito in cui siamo molto attivi è quello dei concorsi internazionali, nati con lo scopo di diffondere la cultura del gelato artigianale nel mondo. Con le prime edizioni di Gelato World Tour abbiamo creato file di decine di metri in alcune delle piazze più belle del mondo a Tokyo, Singapore, Melbourne e Dubai, per citarne alcune. Sempre nell’ambito del progetto culturale, un altro grande progetto è stato quello dell’apertura del Gelato Museum nel 2012, non un museo aziendale ma un’istituzione culturale vera e propria che raccoglie la storia tecnologica e sociale del gelato dal 12000 a. C. ai primi Anni 80 del Novecento. Si trattò del primo museo al mondo dedicato al “dolce freddo”, e a oggi conta circa 15mila visitatori all’anno, di cui il 40% dall’estero.

Alla fiera Sigep 2024 avete parlato di “futuro green” della tecnologia per la gelateria. Che cosa vuol dire?  

A Sigep 2024 abbiamo presentato in anteprima le nuove soluzioni tecnologiche che utilizzano gas naturale refrigerante come l’anidride carbonica (CO2) anticipando gli adeguamenti che si prevede saranno richiesti nei prossimi anni per ridurre il riscaldamento globale. Il gas CO2 è infatti un refrigerante naturale che garantisce una refrigerazione sostenibile ed efficiente dal punto di vista energetico ai livelli massimi oggi immaginabili. L’utilizzo di gas naturali refrigeranti permette di ridurre l’impatto ambientale della costruzione e dello smaltimento della macchina in termini di life cycle assessment. Ci stiamo infatti occupando da anni di progettare la tecnologia del futuro che abbia consumi energetici sempre più ridotti e performance più efficienti. Negli ultimi 5 anni, per esempio, abbiamo presentato la linea HE – High Efficiency i cui mantecatori permettono un risparmio dei consumi di elettricità e acqua pari al 30% rispetto allo stesso volume prodotto con la tecnologia delle linee precedenti. I pastorizzatori si focalizzano sul risparmio d’acqua.

Altri progetti futuri a tema sostenibilità?

Le tecnologie Carpigiani sono note per la loro durabilità e affidabilità nel tempo: si parla di una vita media di 20 anni per delle tecnologie utilizzate quotidianamente con produzioni giornaliere molto elevate. Tutto questo è certamente merito dell’elevata qualità in termini di progettazione, componentistica e controllo prima dell’immissione sul mercato. Dopo la vendita, siamo in grado di offrire un capillare servizio di assistenza in 110 Paesi: l’after sales è uno dei nostri servizi principali.

Da sempre lavoriamo quotidianamente per sensibilizzare i nostri clienti sulle attività di manutenzione ordinaria che hanno una ricaduta non indifferente sulla sostenibilità ambientale sul lungo periodo. Per fare un esempio: tenere sotto controllo l’usura dei raschianti permette alla macchina di consumare meno energia in fase di mantecazione e ridurre gli sprechi di prodotto.

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I nostri concessionari e i clienti finali sono molto attenti alla manutenzione ordinaria, ma cerchiamo sempre di sviluppare progetti che possano rendere le cose più semplici come il sistema di marketing automation che segue la macchina nel suo ciclo di vita e avverte quando è il momento giusto di controllare l’usura dei ricambi consumabili. Attraverso un QR Code posto sul fronte della macchina i nostri clienti possono accedere ai video tutorial collegarsi al sito Carpigiani Services in cui trovare materiali utili come manuali e ricettari. A questi abbiamo aggiunto un e-commerce che rende facile prendersi cura della propria attrezzatura perché il motore di ricerca permette di trovare i ricambi consumabili adatti al proprio modello, acquistarli e riceverli in tempi brevi. Abbiamo anche il progetto “Carpigiani Refurbished” che permette il riacquisto delle macchine usate per ricondizionarle e rimetterle in vendita attraverso il network di concessionari in tutto il mondo. Un modo per allungare il ciclo di vita delle macchine e ridurre gli sprechi.

Un’altra attività, forse più piccola, ma che ci sta molto a cuore è quella legata alla riduzione degli sprechi alimentari durante i corsi della Carpigiani Gelato University: da oltre 10 anni doniamo il gelato prodotto giornalmente dagli studenti a tre associazioni di volontariato bolognesi per donare un momento dolce a chi ne ha bisogno. Questo ci permette di condividere decine di migliaia di chili di gelato ogni anno.

 

Elisa Marasca

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