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L’innovazione tecnologica come ponte verso la sostenibilità (video panel 1)

di Annarita Cacciamani
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Nella prima puntata di “Innovatori Made In Italy 2024”, l’evento organizzato dalla redazione del nostro magazine per lanciare l’Innovation Hero Club, abbiamo ascoltato le esperienze di Tannico, Tetra Pak, Distillerie Mazzari e Serenissima Ristorazione. Ecco il resoconto scritto e il video della prima tavola rotonda (pubblicata sul sito di Forbes Italia).

 

L’innovazione tecnologica coniugata alla sostenibilità è stata il tema centrale del primo panel dell’evento Innovatori Made In Italy 2024, nel corso del quale è stato lanciato l’Innovation Hero Club. La giornata, promossa da Innovation Hero, è stata ospitata dall’Auditorium della Ducati di Bologna e ripresa dalle telecamere di Forbes Italia.

Speaker della prima tavola rotonda, moderata da Roberta Maddalena, giornalista di Forbes Italia, e da Manuele Lucisano, CEO di Next Design Innovation e direttore editoriale di Innovation Hero, sono stati Elisa Sala, COO di Tannico, Paolo Maggi, managing director di Tetra Pak South Europe, Dario Emiliani, direttore dello stabilimento di Distillerie Mazzari e Tommaso Putin, vicepresidente di Serenissima Ristorazione. Ognuno di loro ha raccontato come l’innovazione tecnologica e la sostenibilità siano parte integrante del loro business.

 

In fondo all’articolo, il video integrale della prima tavola rotonda (su Forbes Italia)

 

Elisa Sala (Tannico): «L’innovazione tecnologica alla base di tutto»

Tannico è un’enoteca online nata circa dieci anni fa, che oggi consegna bottiglie in oltre 23 stati. «L’innovazione tecnologica per noi è alla base di tutto» ha spiegato Elisa Sala, COO di Tannico. Dal 2021 Tannico ha un nuovo magazzino totalmente automatizzato, dove robot contribuiscono a efficientare i processi, supportando l’operatore umano. Il magazzino di Tannico, a Piacenza, oltre ad essere altamente tecnologico è anche sostenibile. «L’edificio è dotato di fotovoltaico e l’energia che ne ricaviamo copre gran parte dei nostri consumi» ha aggiunto.

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«Ma non è finita qui. L’anno scorso abbiamo riprogettato il nostro packaging, che deve essere robusto e sostenibile per consentirci di distribuire rapidamente vino, quindi un prodotto delicato. Lo abbiamo riprogettato andando a utilizzare il 39% in meno di cartone e usando un cartone per più del 70% con carta riciclata e al 100% riciclabile alla fine del proprio utilizzo».

Paolo Maggi (Tetra Pak): «Macchinari più efficienti e materiali più sostenibili»

Tetra Pak, azienda multinazionale che propone soluzioni per il confezionamento, nel 2024 investirà 40 milioni per supportare il riciclo e 100 milioni per lo sviluppo di materiali alternativi. Come ha raccontato Paolo Maggi, managing director di Tetra Pak South Europe, gli obiettivi sono ambiziosi: si punta a riciclare 40mila tonnellate di cartone. «Investiamo per sviluppare materiali che siano più sostenibili e macchinari che consumino meno acqua e meno elettricità» ha chiarito. Altro obiettivo ambizioso è arrivare entro il 2030 a realizzare un contenitore fatto per il 90% di carta.

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«Lavoriamo su due piani paralleli – ha spiegato Maggi – Il primo è cercare di ridurre il numero di materiali che utilizziamo per produrre i nostri contenitori, che a oggi sono multimateriali. L’80% è costituito da carta e poi utilizziamo altri materiali, come il polietilene e l’alluminio, per preservare le caratteristiche organolettiche del prodotto. La nostra ambizione è di eliminare l’alluminio e aumentare il contenuto di carta, arrivando al 90% entro il 2030. L’altro aspetto riguarda i macchinari. Stiamo cercando di creare macchinari sostenibili con un consumo di energia molto più basso e una modularità più accentuata per risparmiare spazi e diminuire i consumi energetici».

Dario Emiliani (Distillerie Mazzari): «Metano dal riutilizzo virtuoso degli scarti di frutta e vite»

Distillerie Mazzari è invece una realtà storica del ravennate, nata nel 1958 da un’intuizione di Primo Mazzari. Lo stabilimento produce alcol e biogas attraverso il riutilizzo virtuoso degli scarti della frutta e della vite. «Ci poniamo alla fine della filiera sia della frutta che vitivinicola, recuperandone gli scarti e estraendo alcol etanolo e acido tartarico. Con quello che rimane produciamo biogas, dal quale a sua volta si ricava metano, che reimmettiamo nella rete».

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«Per concludere il ciclo restituiamo al terreno acqua depurata,» ha spiegato il direttore dello stabilimento Dario Emiliani. Distillerie Mazzari è anche molto attenta all’impatto ambientale: «Abbiamo fatto un grosso lavoro sul packaging. Stiamo cercando di orientarci sempre più verso il mondo della carta, dei polimeri riciclabili e dei biopolimeri».

Tommaso Putin (Serenissima Ristorazione): «Economia circolare e ruolo sociale i nostri pilastri»

Serenissima Ristorazione si occupa, invece, di ristorazione collettiva e commerciale. «Il nostro è un settore fortemente impattante» ha spiegato il vicepresidente Tommaso Putin. «Quattro miliardi all’anno di cibo vengono sprecati. Abbiamo deciso di industrializzare i nostri processi perché crediamo che soltanto con un’organizzazione di tipo industriale si possa gestire la distribuzione dei pasti in tutto il territorio nazionale».

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Anche per Serenissima l’innovazione è il motore di tutto: «Stiamo portando avanti una serie di azioni per limitare il più possibile le emissioni di anidride carbonica e rendere più sostenibile il nostro packaging. Inoltre, i residui delle lavorazioni vengono trasformati in compost, attivando quindi un processo di economia circolare. Da ultimo vorrei sottolineare il nostro ruolo sociale. Siamo presenti in strutture sanitarie e scuole: per questo siamo estremamente attenti alla salubrità dei nostri pasti. Inoltre, con l’80% dei nostri collaboratori donne, siamo molto sensibili a temi come quello della parità di genere e del giusto equilibrio tra vita professionale e privata».

>> Guarda il video integrale della 1a tavola rotonda su Forbes Italia

>> Leggi il resoconto dell’intero evento (tutte e 5 le tavole rotonde)

>> Guarda l’introduzione di Manuele Lucisano (CEO di Next Design Innovation e direttore editoriale di Innovation Hero)

>> Guarda il benvenuto di Simone Di Piazza (Head of Innovation and R&D Services di Ducati Motor Holding)

Annarita Cacciamani

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