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Olio Monini, le tecnologie per ridurre i consumi

di Annarita Cacciamani
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Il presidente e amministratore delegato Zefferino Monini: «Non c’è futuro senza rispetto della terra. Lavoriamo per ridurre i consumi e limitare l’impatto ambientale di bottiglie e imballaggi».

 

Monini è uno dei marchi di olio più noti, nonché uno dei principali produttori italiani di olio extravergine di oliva. Con sede a Spoleto, in Umbria, Monini è attiva da oltre 100 anni. «L’olio extravergine è un vero e proprio alimento» spiega il presidente e amministratore delegato Zefferino Monini. «La tecnologia è importantissima nel procedimento produttivo perché ci consente di rendere più efficienti e precise le tecniche di produzione e trasformazione».

Monini è una delle aziende olearie più note. Cosa la distingue dalla concorrenza?

La passione e la capacità di far convivere tradizione e spinta innovativa. Siamo un’azienda di famiglia che da più di cent’anni vive per l’olio extravergine di oliva, che non è solo un prodotto da vendere, ma parte integrante del nostro DNA. Per questo siamo impegnati in prima persona affinché questo alimento – chiamarlo condimento significa sminuirlo – possa esprimere al meglio le sue qualità e caratteristiche organolettiche e nutraceutiche, grazie all’impegno, alla conoscenza e all’innovazione costante. 

Quale ruolo ha la tecnologia nel processo produttivo dell’olio?

Per produrre un olio extravergine di qualità la tecnologia è estremamente importante. Ci consente infatti di rendere più efficienti e precise le tecniche di produzione e trasformazione, garantendo un prodotto di qualità, sicuro e tracciabile, ma anche di ridurre i consumi, abilitando un uso più responsabile di acqua e suolo.

In che modo garantite la salubrità delle olive utilizzate?

Attraverso una lunga serie di esami e controlli. Solo i prodotti che passano le varie fasi a pieni voti possono diventare un olio Monini. Il primo passaggio è quello della produzione agricola e della selezione dei fornitori: fondamentali lo stoccaggio, la rapidità con cui le olive vengono frante (meno tempo passa tra la raccolta e l’estrazione dell’olio meglio è), la tecnologia degli impianti di estrazione. Una volta che l’olio arriva in azienda viene sottoposto all’assaggio: mi occupo personalmente di questa fase di selezione degli oli migliori. Superata questa prova si passa al laboratorio, dove vengono effettuati controlli successivi di qualità e autenticità. Ogni anno il laboratorio esegue fino a 15mila analisi misurando oltre 150mila parametri per il 100% dei campioni di olio selezionati e acquistati da Monini.

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Il Frantoio del Poggiolo – Spoleto

L’olio è considerato un condimento “sano”. Quali sono le regole per un corretto utilizzo in cucina?

Come detto, l’olio non è un condimento ma un vero e proprio alimento con proprietà nutraceutiche straordinarie, di cui ancora si sta indagando la portata. Una recente ricerca di Fondazione Veronesi ha dimostrato il ruolo protettivo del consumo di olio rispetto all’insorgere di tumori. L’olio extravergine di oliva offre il meglio di sé al naturale, a crudo. Bisogna poi stare attenti alla conservazione corretta del prodotto, che soffre il calore e le fonti di luce.

Come si inserisce la sostenibilità ambientale nella vostra attività?

La sostenibilità è un elemento cardine della nostra impresa. Abbiamo investito 13 milioni di euro in tre anni per un nuovo polmone verde tra Umbria e Toscana, un Bosco di olivi composto da oltre 700 nuove piante coltivate ad agricoltura biologica e con tecniche di irrigazione di precisione per minimizzare l’uso di risorse e di acqua. Un progetto che ci permetterà di produrre più olio extravergine italiano di alta qualità in maniera sostenibile, ma anche di contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico. Accanto a questo progetto siamo impegnati nella tutela delle api – ben 1,65 milioni quelle tutelate dal 2018 a oggi – nella produzione di bottiglie con materiale riciclato, nella carbon neutrality per i prodotti venduti dall’azienda. Siamo molto impegnati sul fronte ambientale e crediamo che non ci sia futuro senza rispetto della terra. 

Avete in corso progetti di economia circolare?

Sì, come accennato prima stiamo lavorando per ridurre l’impatto ambientale delle nostre bottiglie, grazie a confezioni in PET 100% riciclate e vetro riutilizzato. Stiamo inoltre investendo per eliminare del tutto il superfluo, riducendo il peso di confezione e imballaggio in tutte le fasi del processo. Abbiamo inoltre avviato una collaborazione con l’Università di Perugia per valorizzare uno dei principali scarti di lavorazione dell’olio.

 

Annarita Cacciamani

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