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PrimaLuceLab: l’obiettivo è rendere accessibile l’esplorazione spaziale

di Annarita Cacciamani
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Filippo Bradaschia, Presidente di PrimaLuceLab, spiega che semplificare l’uso dei telescopi e potenziare la ricerca spaziale attraverso soluzioni tecnologiche avanzate è il focus dell’azienda.

Nel cuore del Friuli, l’azienda PrimaLuceLab è stata fondata nel 2013 da Filippo Bradaschia e Omar Cauz, che hanno trasformato la loro passione per l’esplorazione dello Spazio in un’impresa attiva a livello internazionale. In occasione dell’International Astronautical Congress abbiamo intervistato Bradaschia, Presidente di PrimaLuceLab, che ci ha raccontato la visione e i progetti futuri dell’azienda, tra cui il PL Space Center, a Pordenone, con l’obiettivo di diventare un polo di riferimento nel settore spaziale e formare le nuove generazioni di esperti.

Filippobradaschia

Filippo Bradaschia

Come è nata PrimaLuceLab e di cosa si occupa oggi?

PrimaLuceLab è nata nel 2013 dalla passione mia e di Omar Cauz per l’astronomia e l’innovazione tecnologica. Con una formazione nelle scienze e nell’ingegneria, ci siamo resi conto che uno dei principali ostacoli per gli utenti di telescopi, sia amatoriali che professionali, era la complessità operativa. Il nostro obiettivo è sempre stato semplificare l’esplorazione dell’Universo dalla terra e così abbiamo iniziato a sviluppare prodotti come un computer appositamente progettato per remotizzare e automatizzare i telescopi (coperto da brevetto europeo) e altri sistemi di automazione per telescopi ottici e radio. Oggi PrimaLuceLab progetta e costruisce soluzioni per l’astrofotografia, la radioastronomia e applicazioni spaziali, con strumenti che facilitano la gestione remota e l’automazione dei telescopi per una vasta gamma di utenti.

Quali prodotti e idee avete presentato a IAC 2024?

All’International Astronautical Congress 2024 abbiamo presentato le nostre nuove ground station ottiche (Observatory Stations) e radio (INTREPID), soluzioni innovative ad alte prestazioni ma accessibili che permettono un’ampia flessibilità d’uso e semplificano varie applicazioni, dalla ricerca all’educazione. In PrimaLuceLab progettiamo, sviluppiamo, costruiamo, spediamo in tutto il mondo e installiamo queste ground station (un sistema che comunica con i satelliti, permettendo la trasmissione e ricezione di dati tra la Terra e lo spazio, ndr) offrendo così una piattaforma chiavi in mano per chi vuole possedere e operare una o più ground station per un accesso indipendente ai propri asset spaziali. Rappresentano quindi il modo più semplice per creare o espandere il proprio segmento di terra. 

 

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Quali sono le applicazioni più importanti che le vostre tecnologie hanno trovato nel mondo dell’aerospazio?

Le nostre tecnologie sono utilizzate in diversi ambiti, come remote satellite imaging, Space Situational Awareness (SSA), Space Surveillance and Tracking (SST), ricerca scientifica e istruzione, astrofotografia, monitoraggio dell’attività solare, fotometria e spettroscopia. Questi sistemi sono progettati per essere accessibili e sono essenziali per migliorare la sicurezza e la sostenibilità delle attività spaziali, un campo in rapida espansione. Il nostro obiettivo è rendere queste tecnologie accessibili, con un approccio modulare che consente ai nostri clienti di iniziare con una configurazione base e ampliarla a seconda delle loro esigenze.

Collaborate anche con università ed enti di ricerca? Qual è, secondo voi, il contributo che l’accademia può dare all’industria?

Sì, collaboriamo con diverse università ed enti di ricerca. Per esempio, i nostri radiotelescopi “Spider” sono già utilizzati da diversi centri accademici per lo studio della radioastronomia in tutto il mondo. Crediamo che il mondo accademico possa fornire una prospettiva unica e innovativa all’industria, portando idee nuove e supportando lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate. La collaborazione con le università permette alle aziende come PrimaLuceLab di testare nuove tecnologie in ambienti reali e di formare le future generazioni di scienziati e tecnici, contribuendo così a creare una rete di competenze per il progresso scientifico e tecnologico. Infatti, tra i nostri dipendenti possiamo annoverare anche un ricercatore associato INAF (Istituto nazionale di astrofisica).

Qual è il vostro progetto più ambizioso per il prossimo futuro?

Il nostro progetto più ambizioso per il prossimo futuro è il PL Space Center presso il Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone. Questo centro includerà una stazione di terra per comunicazioni spaziali, un radiotelescopio avanzato per studi radioastronomici, e una ground station ottica per Space Situational Awareness e ricerca astronomica. Il progetto non solo ci consentirà di sviluppare ulteriormente tutti i nostri prodotti per le applicazioni spaziali ma rappresenta anche un’importante vetrina delle nostre tecnologie, un’opportunità per far conoscere le nostre soluzioni anche alle nuove generazioni di appassionati di spazio e di astronomia, coinvolgendo anche scuole e comunità locali in iniziative educative e divulgative. Con il PL Space Center, puntiamo a creare un polo di innovazione nel settore spaziale che possa attrarre partner scientifici e commerciali da tutto il mondo.

 

Annarita Cacciamani

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