Le PMI italiane investono sempre di più in digitalizzazione, ma la paura del cambiamento frena l’adozione di soluzioni gestionali avanzate: lo conferma il Report dell’Osservatorio Zucchetti ERP 2024.
L’innovazione tecnologica è la chiave per lo sviluppo, ma per molte piccole e medie imprese italiane rimane una sfida “emotiva” più che tecnica. Nonostante oltre l’80% delle PMI stia puntando sulla digitalizzazione, la resistenza al cambiamento resta un freno evidente, come sottolineato dall’ultimo Report dell’Osservatorio Zucchetti ERP. Il 41% degli intervistati, infatti, ha ammesso che fatica a compiere il passo verso nuovi sistemi gestionali per timori legati alla migrazione e all’abbandono di abitudini consolidate.
L’Italia, comunque, sta registrando un’accelerazione nell’investimento tecnologico con tassi di crescita superiori a quelli dell’economia nazionale (+4,1% per il settore ICT business nel 2024 secondo l’Assintel Report). In particolare, i settori che hanno registrato i maggiori investimenti in ICT sono stati la Pubblica Amministrazione, con un incremento del 6% grazie al supporto dei fondi PNRR, seguita dall’Industria (+5,9%), dalle Utilities (+5,7%) e dal comparto finanziario (+5,4%). Tuttavia, il percorso delle aziende verso l’adozione di software ERP (Enterprise Resource Planning) – strumenti essenziali per integrare processi come vendite, magazzino e finanza – rimane rallentato da dubbi e resistenze interne.
Il peso delle abitudini e le sfide future

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Le aziende interpellate da Zucchetti hanno rivelato che la paura della migrazione, l’insufficiente coinvolgimento del personale e una formazione spesso carente rischiano di compromettere l’efficacia delle nuove soluzioni gestionali, impedendo alle organizzazioni di cogliere appieno i vantaggi dell’innovazione. Per gli utenti del report Assintel la principale sfida è invece la scarsità di risorse economiche, seguita anche in questo caso dalla bassa propensione al cambiamento culturale e dalla difficoltà nel definire strategie digitali efficaci. Trasversale è la carenza di competenze digitali, con il 39% delle aziende che fatica a reperire figure specializzate, nonostante previsioni occupazionali in crescita.
Secondo Giorgio Mini, vicepresidente di Zucchetti, la chiave è «una scelta su misura, basata su soluzioni ERP personalizzate e integrate». Le soluzioni ERP in Cloud, per esempio, con formule come Software as a Service e Platform as a Service, eliminano le complessità infrastrutturali, affidando la gestione operativa e la sicurezza informatica a provider specializzati. In questo modo, le imprese possono concentrarsi sul proprio core business, sfruttando strumenti performanti accessibili tramite una semplice connessione Internet.
In un contesto in cui l’innovazione è imprescindibile, quindi, la trasformazione digitale richiede coraggio e supporto adeguato. La scelta di un partner tecnologico e l’adozione di un approccio graduale sono fondamentali per superare la resistenza e abbracciare pienamente le opportunità della digitalizzazione: solo così le PMI italiane potranno trasformare l’innovazione da obiettivo temuto a leva di crescita reale.
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