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IRIDE, un ambizioso programma spaziale con l’Italia al centro

di Annarita Cacciamani
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Gabriella Costa, project manager di IRIDE, costellazione spaziale che vede più di 70 imprese italiane impegnate nella rivoluzione tecnologica, spiega i benefici per il monitoraggio ambientale, la sicurezza e l’economia nazionale che ci darà questo sistema satellitare.

 

Un progetto ambizioso, con oltre 70 aziende coinvolte, con l’obiettivo di rivoluzionare la gestione del territorio in Italia: è IRIDE, il programma spaziale europeo per l’osservazione della Terra, realizzato in Italia con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Guidato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), IRIDE è un’opportunità importante per il comparto industriale italiano, che contribuisce con tecnologie d’avanguardia e know-how. Gabriella Costa, project manager di IRIDE, ci racconta i progressi di un’iniziativa che si propone di portare benefici concreti non solo alle istituzioni e ai cittadini, ma anche alla competitività delle imprese nazionali.

Che cos’è IRIDE nello specifico?

IRIDE prevede la realizzazione di un sistema di osservazione della Terra composto da delle costellazioni di satelliti in orbita terrestre bassa, un’infrastruttura operativa a terra di comando e controllo dei satelliti, di ricezione ed elaborazione dei dati per la generazione e fornitura di prodotti geospaziali agli enti pubblici italiani a supporto del monitoraggio e controllo del territorio.

COSTELLAZIONE IRIDE (1)Le costellazioni di IRIDE, che cominceranno la loro vita operativa a partire dalla seconda metà del 2026, saranno equipaggiate con una varietà di strumenti tra i quali il radar ad apertura sintetica (SAR) per la generazione di immagini a microonde, sensori ottici multispettrali a media ed alta risoluzione e sensori ottici iperspettrali. Il sistema è ottimizzato per il monitoraggio del territorio nazionale ma costituirà al tempo stesso una piattaforma per lo sviluppo di servizi commerciali a vantaggio del settore imprenditoriale. In sintesi, IRIDE si configura come una “costellazione di costellazioni”, offrendo capacità di osservazione integrate e variegate, a supporto della gestione ambientale, della sicurezza e della pianificazione e monitoraggio del territorio.

La costellazione avrà anche la funzione di monitorare i fenomeni di dissesto idrogeologico?

 Sì, combinando le osservazioni degli strumenti radar e ottici di cui sono dotate le costellazioni di IRIDE, si potranno migliorare le attività di monitoraggio del dissesto idrogeologico e di molti altri settori quali il monitoraggio delle coste, dell’utilizzo del suolo, dell’utilizzo delle risorse idriche, degli spostamenti del terreno o delle infrastrutture. Si potranno migliorare anche i servizi forniti ai cittadini, in settori chiave come l’agricoltura. Ad esempio, gli agricoltori potranno beneficiare di strumenti potenziati per monitorare lo stato di umidità dei terreni e ottimizzare l’uso delle risorse, come l’acqua. Ciò non solo aumenterà l’efficienza, ma contribuirà anche alla sostenibilità ambientale. I dati satellitari sono anche molto importanti per supportare la pianificazione dell’urbanizzazione e per la lotta contro l’abusivismo o per il monitoraggio della qualità dell’aria. IRIDE fornirà una visione globale, oggettiva e sistematica dell’Italia, offrendo dati fondamentali per una gestione più consapevole e efficiente del nostro Paese.

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Gabriella Costa

A che punto è lo sviluppo del progetto?

 Siamo a metà del nostro percorso, che è iniziato a dicembre 2021, con la firma dell’accordo tra il Governo Italiano e l’ESA. È un’ impresa impegnativa, considerando l’obiettivo estremamente ambizioso del progetto e i tempi stretti a disposizione per la sua implementazione, ben al di sotto delle tempistiche tradizionali di un programma spaziale, ma estremamente stimolante e gratificante sapendo che il risultato sarà significativo per l’Italia. Abbiamo centrato il primo importante obiettivo richiesto dal piano di lavoro del Pnrr, cioè l’assegnazione dei contratti per l’implementazione entro marzo 2023, e continuiamo a lavorare a fianco delle istituzioni e delle aziende nazionali per trasformare questo ambizioso progetto in realtà con la consapevolezza che questo programma rappresenta un’opportunità unica per il nostro paese.

Quale ruolo ha il comparto industriale italiano in questo progetto?

 L’implementazione di questo programma è possibile solo grazie al coinvolgimento di tutto il settore industriale aerospaziale italiano che svolge un ruolo cruciale per la sua implementazione. Più di 70 aziende, distribuite su tutto il territorio nazionale, sono direttamente coinvolte nel progetto in ogni area, dalla costruzione dei satelliti al loro lancio e gestione una volta in operazioni, dalla ricezione dei dati alla loro elaborazione e distribuzione all’utenza. Le aziende italiane sono chiamate a svolgere un ruolo da protagoniste e ogni singolo partner contribuisce in modo determinante al successo di IRIDE, apportando competenze, innovazione e risorse essenziali per realizzare questo ambizioso programma spaziale.

Una volta terminata, quale impatto avrà la costellazione Iride sul “sistema Italia”? Quali  miglioramenti può portare?

La costellazione sarà in grado di fornire dati di natura eterogenea ai vari utilizzatori, in particolari agli enti operativi che sono responsabili del monitoraggio e controllo  del territorio come ad esempio la Protezione Civile, la Difesa, o gli enti dedicati alla protezione ambientale. Questo permetterà un aumento dell’efficienza e tempestività nella gestione del territorio e nella reazione ad eventi catastrofici, come terremoti, eruzioni o allagamenti. Tuttavia, non dovremo aspettare il completamento di IRIDE per vederne i benefici. Ci sono già importanti risultati come l’impatto sul mercato del lavoro con la creazione di più di 400 nuovi posti di lavoro, il notevole incremento della capacità produttiva delle aziende coinvolte, la generazione di nuovi prodotti e servizi che le industrie italiane stanno già vendendo a nuovi clienti al di fuori dell’Italia. Questi risultati testimoniano la crescita e l’aumento di competitività delle imprese italiane, dimostrando come IRIDE stia già generando valore concreto per l’economia nazionale.

 

Annarita Cacciamani

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